Consigli d’uso

Preparazione

Occorrente: due asciugamani, di cui uno di misure e tipo per starvi sdraiato o seduto durante il bagno nella sauna; sapone per lavarsi prima di entrare in sauna e, volendo guanto e spazzola.

Durata: il bagno dura complessivamente da un’ora e mezza a due ore; con il massaggio mezz’ora in più.
Precauzioni Importanti: non recarsi al bagno a stomaco pieno, ma nemmeno a stomaco vuoto; avendo sottoposto il corpo ad intenso sforzo fisico (ginnastica o sport), attendere un quarto d’ora prima di iniziare il bagno. E’ opportuno anche evacuare il corpo.
Preparazione: in uno stabilimento pubblico è opportuno far precedere all’entrata in sauna un lavaggio completo del corpo con sapone e acqua calda da effettuarsi nel locale a ciò destinato, il corpo deve poi essere asciugato. Si presti attenzione che i piedi siano caldi, in caso contrario fare un bagno caldo alle estremità inferiori.

Primo bagno: ogni bagno in sauna comprende due momenti essenziali:
1° – Riscaldamento e sudorazione del corpo.
2° – Raffreddamento all’aria e all’acqua.

La seconda fase, quella del raffreddamento richiede almeno altrettanto tempo quanto la prima. Riscaldamento e sudorazione: si entra nella cabina (i principianti con dorso e viso bagnato) e si prende posto, a secondo delle abitudini, sulla panca mediana o superiore. Si può stare sdraiati oppure seduti, comodamente accovacciati con le gambe piegate e i piedi alla stessa altezza del sedile.

Starsene tranquilli, evitando di intrattenersi con gli altri e cercando di “staccare”, di rilassarsi.

Dopo 8, 10, 12, e talvolta 15 minuti si sente veramente caldo e il bisogno di refrigerio. Spesso verso la fine della fase di riscaldamento si versa dell’acqua sulle pietre speciali poste sopra la stufa, al fine di produrre vapore (secondo l’uso finlandese soltanto 10-15 gr. d’acqua per mc. di cabina). Gli ultimi due minuti si passano seduti normalmente, cioè con i piedi in basso, per riadattare la circolazione del sangue alla posizione retta. Si scende quindi con calma dalla panca e si abbandona la cabina (non dimenticare di portare con se l’asciugamano sul quale ci si è seduti).

 

Raffreddamento

Recarsi per la strada più breve all’aperto per il bagno d’aria, dove si passeggerà con calma, sedendosi eventualmente di tanto in tanto su una panchina. Non starsene però del tutto fermi onde evitare il pericolo di una caduta del sangue nei vasi dilatati delle estremità inferiori. Espirare energicamente, non aspettare i primi brividi di freddo per rientrare e recarsi nel reparto docce o vasche dell’acqua fredda. Per la doccia seguire il metodo del dott. Kneipp, procedendo con la doccia dai piedi verso il tronco , lasciando per ultimo il viso e la nuca.

Chi lo desidera invece che la doccia può fare una breve immersione in acqua fredda. Si fa quindi seguire una breve attesa di riposo durante la quale si può fare un bagno caldo ai piedi. Dopo pochi minuti , quando la pelle si è fatta di nuovo calda , nuova doccia o immersione con successivo bagno caldo ai piedi (molto importante).

La fase di raffreddamento termina dopo 10-12-15 minuti , quando è tempo di ritornare ben asciutti nella cabina.

Secondo bagno: si effettua nelle due fasi di riscaldamento, raffreddamento e bagno caldo ai piedi, com’è stato sopra descritto per il primo bagno. C’è chi lo ripete poi anche una terza volta.

Terzo bagno: si procede esattamente come sopra descritto: fare attenzione al termine che il corpo (anche il viso e la testa) siano sufficientemente raffreddati e specialmente che i piedi siano caldi.

 

Massaggio

Può essere praticato fra l’uno e l’altro bagno. Un eventuale bagno di raggi ultravioletti si effettuerà invece al termine dei vari bagni. Chi dopo i bagni sentisse il bisogno di un breve riposo (per esperienza solo una piccola percentuale di chi pratica la sauna), si distenda, coprendosi bene i piedi e leggermente il resto del corpo. Per rivestirsi incominciare dai piedi, che devono essere caldi (se non lo sono praticare subito e senza eccezione un bagno caldo alle estremità). La sauna, praticata secondo le regole – soprattutto non troppo a lungo, ma con 2 – 3 bagni di 8 – 10 – 12 minuti e altrettante fasi di raffreddamento – rinfresca, ma non stanca l’organismo. Dopo una o più ore subentra una leggera stanchezza, come normale reazione fisiologica. Il giorno dopo il bagno ci si risveglia freschi e riposati dopo un sonno particolarmente ristoratore. Il problema, se sia preferibile praticare la sauna il mattino o il pomeriggio o di sera, può trovare una risposta solo sul piano individuale. Sono molti coloro che, potendo disporre di una mattinata, preferiscono fare la sauna il mattino, tanto più che negli stabilimenti pubblici sono queste le ore di minor affollamento. Riportiamo qui di seguito alcune regole importanti, frutto di una ventennale esperienza, con l’indicazione dei disturbi che la loro mancata osservanza può portare con sé:

1. Entrare in cabina lavati, ma asciutti (altrimenti si ritarda la sudorazione).
2. In cabina ci si deve ben riscaldare (anche i principianti), perché altrimenti manca quel surriscaldamento che rende gradevole ed efficace il raffreddamento successivo.
3. Non trascurare il bagno all’aria aperta; compensare l’effetto dell’aria calda della sauna con l’inspirazione di aria fredda all’aperto (si hanno altrimenti effetti negativi come capogiri o addirittura svenimenti e in genere una minore efficacia del bagno caldo).
4. Raffreddarsi sufficientemente (altrimenti vi è pericolo di sudorazione parassitaria e quindi di raffreddori).
5. I bagni caldi ai piedi sono di particolare importanza dopo l’uso di docce o immersioni fredde: e ciò sia al termine di ciascuna fase di raffreddamento che, se necessario, prima di rivestirsi (si hanno altrimenti reazioni negative dei vasi sanguigni – brividi, mal di testa – e un’insufficiente normalizzazione della circolazione del sangue).
6. Evitare durante tutte le fasi della sauna gli sforzi fisici come la ginnastica, ecc. (per evitare un sovraccarico della circolazione).

Aspetto essenziale di ogni tipo di massaggio è l’opera compiuta dalla mano del massaggiatore sul corpo del paziente. La mano carezza, strofina, batte, “impasta”, fa vibrare: questa opera manuale sul corpo del paziente esercita su di lui anche effetto psichico: il paziente si sente protetto, curato, riposato, tranquillo. In altri termini noi ci facciamo massaggiare perché la cosa ci è gradita e perché ce ne aspettiamo un beneficio per il nostro corpo. Le aspettative sono tuttavia diverse secondo gli individui: l’uno punta principalmente sul rilassamento della muscolatura, l’altro mira a tonificarla, altri ancora a diminuire gli strati grassi. Il massaggio esercita la sua diretta influenza sulla circolazione dei liquidi fisiologici, sangue e linfa. I movimenti del massaggio si effettuano principalmente dalla periferia verso il cuore e mirano a favorire l’entrata del liquido dei tessuti nei rispettivi vasi, oltre che il ritorno sanguigno venoso. L’impasto dei muscoli porta ad un loro rilassamento, mentre il liquido dei tessuti, talvolta ricco delle scorie del ricambio – come avviene ad esempio negli atleti – viene eliminato. Caratteristica principale del massaggio è l’energico impulso che esso dà alla circolazione sanguigna. Tale effetto è ottenuto in due modi: per l’influsso meccanico esercitato sulla pelle e sugli strati più profondi dei tessuti, si forma probabilmente uno speciale ormone istologico, che produce una forte dilatazione dei vasi capillari. Nello stesso senso agisce anche lo stimolo nervoso, che nel massaggio si esercita attraverso i nervi cutanei, il tessuto connettivo e le pareti dei vasi. Una migliore irrorazione sanguigna significa però anche un miglior nutrimento della pelle e in genere delle zone trattate e quindi anche una più rapida eliminazione delle scorie del ricambio. La stimolazione della circolazione sanguigna ottenuta con il massaggio viene dunque a sommarsi con quella provocata dal bagno in sauna. Quanto il massaggio contribuisca ad eliminare il liquido istologico assieme alle scorie del ricambio è dimostrato dal fatto che la sudorazione dopo un buon massaggio completo è maggiore del solito. E’ questa la ragione per cui il massaggio va fatto possibilmente fra le varie fasi della sauna e non al termine di essa. Anche la sauna mobilita le scorie del ricambio e ciò specialmente quando si soffre di disfunzioni. Il massaggio con la sua azione meccanica favorisce la loro più rapida e completa eliminazione. Anche nel caso di corpulenza il massaggio rappresenta un ottimo mezzo – unitamente ad altri, non ultima la sauna – per ridurre le dimensioni del corpo. Da un punto di vista generale, sia sanitario che terapeutico, il massaggio può essere considerato come mezzo efficace e prezioso, che unito alla sauna, accresce le proprie possibilità grazie alla reciproca compensazione delle stimolazioni e in generale dell’azione esercitata sul corpo. Vi è poi chi usa spalmare la pelle preparata dalla sauna con olio dermatologico; la cosa è molto giusta, purché si tratti di un buon olio facilmente riassorbibile dalla pelle, può essere usato ottimamente anche per il massaggio (vedi l’abitudine di spalmarsi olio durante il massaggio o dopo il bagno degli antichi), purché non se ne usi di più di quanto la pelle ne può assorbire. Grazie alla sauna il massaggio è diventato via via sempre più popolare non solo tra gli sportivi, e il numero di coloro che vi ricorrono ormai regolarmente aumenta di giorno in giorno.

 

Errori da evitare

Il primo nostro ammonimento è per il principiante: non dappertutto e sempre si fa un giusto uso della sauna! Spesso si seguono pratiche che derivano dall’antico bagno russo-romano o da altri usi ancora, che non sempre sono conciliabili con la sauna. Al principiante si consiglia quindi di seguire le regole che abbiamo indicato, garantite da un’attenta esperienza di decenni. Solo in tal modo si potrà essere sicuri di evitare inutili rischi e di ottenere da parte di ogni frequentatore della sauna il massimo risultato. Non ci si deve lasciar influenzare dall’esempio di persone superficiali e saccenti, che, talvolta, anche in buona fede, forniscono consigli assai discutibili e qualche volta anche pericolosi. Ci sono ottime ragioni per ritenere che la sauna ha un benefico effetto per le persone di tutte le età senza quasi eccezioni e perfino nel caso di persone sofferenti di certe malattie. Tuttavia chi incomincia a far uso della sauna deve tenere presente che il corpo ha bisogno di un certo tempo per abituarsi o riabituarsi a determinati stimoli anche naturali. E’ noto che spesso chi va in vacanza ha bisogno di un certo tempo per abituarsi all’improvviso cambiamento sia climatico sia di attività e che soltanto quando tale adattamento è avvenuto può godere veramente della sua vacanza. Lo stesso si può dire degli effetti che la diversità delle temperature provocano in noi durante la sauna: vi è anche qui una fase di adattamento che va superata. Nessuno, infatti, può giudicare in via definitiva se per lui sia o no opportuno il fare la sauna, se non l’ha praticata almeno una volta la settimana per un periodo di 6-8 settimane.

Chi dopo la sauna prova un senso di malessere, mal di testa o altri disturbi, ne parli con il direttore della sauna, perché nella quasi totalità dei casi ciò dipende dal modo errato di fare il bagno. In generale dunque vale la regola di resistere per alcune settimane, finchè non sia avvenuto l’adattamento e si cominci a trarne benefico effetto. Ma a tal fine si deve essere conseguenti e regolari sia nel seguire le norme, che nello sforzo di correggere eventuali errori che tendono a ripetersi: il successo non mancherà! Affinché il nostro discorso sia più chiaro, elencheremo nuovamente gli errori più frequenti, indicando anche quali conseguenze portano con sé:

1. E’ sbagliato sottoporsi, come preparazione alla sauna, a docce calde e fredde alternate. Il tentativo di tonificare in tal modo la pelle e i vasi sanguigni va limitato all’uso quotidiano nella propria stanza da bagno. Nella sauna, infatti, possiamo disporre di mezzi più energici e più adatti per ottenere il giusto effetto: questi sono essenzialmente l’alternarsi del riscaldamento e del raffreddamento del corpo mediante aria calda e acqua fredda. In linea di principio la doccia calda prima della sauna serve solo per la pulizia del corpo, mentre appena usciti dalla cabina, essa va evitata per non provocare un eccessivo sovraccarico della circolazione.
2. Il vantaggio offerto della sauna con la sua aria secca ad altissima temperatura sta nella sua capacità di portare in brevissimo tempo – meno di un quarto d’ora – l’organismo al suo pieno rilassamento, all’espulsione di notevoli quantità di sudore e all’intenso riscaldamento del corpo (in notevole ascesa negli ultimi minuti). Ciò significa in altri termini una sensata protezione delle vitali funzioni del cuore! Ma tali benefici effetti vanno elusi qualora si usino solo le basse temperature che si hanno negli strati inferiori della cabina, dove quindi non è bene trattenersi troppo a lungo. Vi sono persino delle persone, donne specialmente, che si distendono o siedono sul pavimento della sauna, perché “lì si resiste meglio”. E’ UN ERRORE DA EVITARE ASSOLUTAMENTE! L’esperienza insegna che va evitato anche solamente per motivi igienici.
3. Altrettanto non necessario né desiderabile è un supplemento di sudorazione una volta usciti dalla cabina. La perdita di liquido mediante la sudorazione in un buon bagno di sauna si aggira intorno ai 500 – 1000 gr e talvolta anche più. Non serve a nulla sudare di più! Un’ulteriore sudorazione, inoltre, che avvenga fuori dalla cabina, in un ambiente non adatto o in condizioni artificiose e spesso antigieniche, mal si concilia con il ritmo di sviluppo del bagno in sauna. Quando poi ci accade di sudare ancora in una stanza a temperatura normale oppure nello spogliatoio, il fatto va attribuito a un insufficiente raffreddamento del corpo, che deve essere completato.
4. Il bagno all’aria aperta, che contribuisce essenzialmente al raffreddamento delle vie respiratorie, deve avvenire immediatamente dopo l’abbandono della cabina, per la strada più breve e senza por tempo in mezzo, perché altrimenti possono presentarsi lievi malesseri (caduta della pressione sanguigna).
5. L’abitudine di ricorrere a violenti spruzzi d’acqua che colpiscono il corpo come una doccia fredda, non è senza pericoli e quindi va piuttosto evitata che favorita. Giusto è invece un uso moderato dello spruzzo d’acqua fredda così come esce dall’impianto, senza speciale pressione meccanica: investendo la superficie del corpo esso gli sottrae allora soltanto calore. Nell’uso della doccia fredda, sia essa a getti violenti o normali, è necessario evitare che la prima ad esserne colpita sia la testa e ciò al fine di non esporsi a pericolose disfunzioni della circolazione.
6. Durante la sauna non si deve far ricorso a forme di cura forse ottime in altre occasioni, come bagni freddi ai piedi (camminare nell’acqua fredda secondo il metodo Kneipp), bagni alternati caldi e freddi oppure bagni Kneipp alle gambe (dal piede al ginocchio): al contrario, si ricorrerà piuttosto ad un pediluvio caldo, atto a normalizzare la circolazione, solo nel caso di troppo prolungate docce o bagni freddi che ci lascino con un senso di malessere o di brivido. Ma anche in tal caso il pediluvio non deve oltrepassare il malleolo. Di ciò si deve tener conto perché nei bagni di sauna sussiste il pericolo che le mani e i piedi si raffreddino eccessivamente e che il fenomeno sia trascurato, mettendo in pericolo il buon esito di tutto il bagno con la formazione di crampi.
7. Anche gli esercizi ginnici durante la sauna possono essere pericolosi: durante il bagno, infatti, è opportuno che l’organismo sia tutto impegnato ad affrontare le stimolazioni alternate del caldo e del freddo, sforzo abbastanza gravoso – ma non eccessivo da solo – per aggiungervi anche quello dell’esercizio ginnico. In proposito il prof. Prokop, noto medico sportivo austriaco, dice: ” La sauna come esercizio della circolazione, raggiunge, proprio grazie al riposo muscolare e quindi al venir meno delle sostanze tossiche prodotte dalla stanchezza e agenti negativamente sul cuore e sulla circolazione, …uno straordinario benefico effetto non affaticante”. E’ un giudizio del quale è bene tenere il debito conto, anche la stimolazione della mobilità che si determina in noi durante il bagno, tende a spingerci verso l’esercizio fisico. In complesso potremo dunque osservare che per trarre il massimo profitto possibile dalla sauna è necessario soprattutto evitare gli errori che solitamente si commettono e che per l’organismo è di maggior profitto sottoporsi regolarmente a un delicato stimolo razionalmente organizzato che a sforzi intensi e disordinati. Anche gli organismi più delicati, anzi perfino quelli malati possono allora godere i benefici effetti della sauna senza alcuna preoccupazione. Non si dimentichi quindi di rispettare sempre le regole di un buon bagno.

 

A che età fare la sauna

Nella patria della sauna, la Finlandia, si pratica la sauna a tutte le età: dal lattante al vecchio già grigio e molto avanti negli anni. Nel centro Europa ne hanno fatto uso dapprima persone fra i 40 e i 50 anni, ma ora siamo già a una fascia d’età che va dai 20 ai 60 anni, con punte di settantenni e anche di ottantenni.
Al tempo stesso va aumentando sempre più anche il numero dei giovani e giovanissimi fino ad arrivare al terzo anno di vita. Il fatto che il bagno in sauna sia SOPPORTABILE a tutte le età dipende principalmente dal fatto che, considerato secondo le regole, esso non comporta alcun notevole maggior sforzo rispetto al normale stato di riposo. L’adattamento dei vasi e della circolazione sanguigna agli stimoli della temperatura va via via migliorando coll’abitudine. Tutti i frequentatori sono concordi nel riconoscere quanto rapidamente ciò avvenga e quale benefico senso di riposo e di vitalità né deriva. Questa sensazione di benessere inoltre è un chiaro indice del “dosaggio” secondo il quale possiamo servirci della sauna: in base ad esso si potrà scegliere la durata e l’intensità dei bagni caldi e di quelli freddi, nonché delle varie possibilità di combinazione, finche tale senso di benessere continua.
L’età avanzata non rappresenta un impedimento per fare la sauna: al contrario vi è tutta una serie di buone ragioni per considerarla uno dei mezzi più adatti per difendersi dagli acciacchi della vecchiaia. Il ricambio fisiologico che coll’avanzare degli anni tende a rallentarsi, viene delicatamente stimolato assieme alla eliminazione delle scorie che il nostro corpo produce e che spesso sono una delle principali cause dei disturbi dell’età. La circolazione sanguigna, che nell’uomo moderno è sempre più sottoposta a eccessivi sforzi, viene normalizzata dall’uso della sauna, mentre si rimediano efficacemente disturbi locali di circolazione resistenti ad altri trattamenti. L’aumentata circolazione del sangue nella cute, ne favorisce il nutrimento, contribuendo alla formazione di un aspetto sano e fresco. Per quanto riguarda invece i limiti inferiori di età, possiamo dire che medici finlandesi hanno attentamente esaminato la cosa e sono arrivati alla conclusione che anche i lattanti sopportano ottimamente anche bagni prolungati.
Nell’ Europa centrale la sauna in genere si fa in stabilimenti pubblici: affinché i bambini non disturbino le persone adulte è opportuno dargli prima le necessarie istruzioni: a tre anni dunque possono cominciare a frequentare la sauna e ciò con grande vantaggio sia per la pulizia e cura della persona, che per il superamento di manifestazioni morbose di vario genere e in particolare della predisposizione alle malattie infettive, della debolezza del tessuto connettivo, delle situazioni di nervosismo e di debolezza anche scolastica. In tutte queste situazioni e in altre ancora un uso regolare della sauna può portare a notevoli progressi e sempre rappresenta un valido aiuto di profilassi. Perciò noi ci auguriamo che il numero dei nostri bambini che frequentano la sauna diventi sempre maggiore.

 

Frequenza

Per scopi terapeutici il bagno in sauna è prescritto una o due volte la settimana, raramente anche ogni due giorni. Il numero e la durata dei vari bagni per ogni seduta varia a seconda della malattia e della reattività del soggetto: è cioè un fattore molto individuale. I medici sportivi consigliano agli atleti l’uso bisettimanale della sauna come elemento condizionatore dell’allenamento. Per semplici scopi profilattici o igienici la sauna può essere fatta tante volte al mese quante sono necessarie affinché si mantenga costante il benefico effetto duraturo che il corpo ne ricava: di esso fanno parte il miglioramento della circolazione sanguigna, la maggior resistenza alle infezioni, la regolazione del sistema vegetativo.
Da ricerche scientifiche, confermate poi anche sul piano pratico in relazione a persone che per lunghi anni hanno fatto uso regolare della sauna, risulta che l’effetto positivo si protrae per 6 – 10 giorni a seconda del soggetto. Da ciò possiamo ricavare la regola, confermata del resto dall’esperienza di secoli, del bagno settimanale in sauna e ciò possibilmente sempre allo stesso giorno e soprattutto con regolarità sufficiente a far sì che il corpo si abitui il più perfettamente possibile agli stimoli del bagno.
Un tale ritmo inoltre viene a trovarsi in armonia con altri processi regolari del nostro organismo, che anch’essi si attuano con ritmo analogo, come quello del ritmo giorno-notte nel sistema vegetativo con la sua fase caratterizzata dal predominio del simpatico nelle ore di attività e del vago nelle ore di riposo. Si ricordi comunque che per trarre il maggior vantaggio possibile dalla sauna la regola principe è la “regolarità”.

 

Cibo

Un bagno in sauna provoca sete e mette appetito. E’ questa una constatazione che fanno con piacere tutti coloro che ne hanno fatto esperienza. Tutte le persone sia di peso normale o addirittura magre, possono soddisfare normalmente o addirittura con abbondanza sia l’una che l’altro, ciò vale specialmente per coloro ai quali il medico ha consigliato la sauna dopo un periodo di malattia affinché riprendano le forze. Il corpo depurato dalle scorie del ricambio abbisogna principalmente di bevande ricche di vitamine e di cibi naturali: particolarmente indicati sono i succhi di frutta, i quali presentano il vantaggio di contenere non solo vitamina C in misura notevole, ma anche potassio, un minerale che viene eliminato attraverso la pelle con la sudorazione e che, però, è necessario per l’efficienza della muscolatura. Come abbiamo già ricordato da altra parte, vi sono persone per le quali una limitazione della loro attività renale in relazione alla forte sudorazione durante la sauna non risulta consigliabile. E’ opportuno quindi che costoro, subito dopo la sauna, ma non durante il bagno stesso, reintegrino la perdita di liquido assorbendo lentamente delle bevande. Controlli sperimentali hanno tuttavia dimostrato che non è opportuno reintegrare tutta la quantità di liquido emessa durante la sauna, e ciò specialmente in individui che presentano un eccesso di liquidi nei tessuti, come è il caso delle persone corpulente. Mentre dunque per le persone di peso normale la sete e la fame dopo la sauna sono una manifestazione gradita alla quale si può tranquillamente rispondere secondo le proprie abitudini, per un altro gruppo di persone ciò pone un problema: Come possono le persone piuttosto grasse soddisfare la fame e la sete che anche in loro si presenta dopo il bagno? Se essi usano seriamente la sauna anche per diminuire il loro peso, non dovranno reintegrare immediatamente tutto il liquido emesso nella sudorazione e dovranno astenersi dal magiare. Sia dopo il bagno in sauna che all’indomani, essi dovranno osservare una stretta disciplina alimentare, assumendo piccole quantità di cibo e di bevande, quel tanto precisamente che occorre ad eliminare il senso di vero malessere che quegli stimoli possono provocare. La stimolazione del ricambio fisiologico che il bagno ha provocato, costringerà il corpo a ricorrere per la sua nutrizione alle riserve che già possiede (perciò non dobbiamo fornirgli altre calorie). In proposito si ricordi che non dovremo limitare solo l’assunzione di grasso, ma anche di carboidrati, e cioè zucchero e sostanze contenenti albumi, dai quali l’organismo ricava grasso. Poi dovrà fare attenzione a fornire al corpo sufficienti vitamine e sostanze atte a mantenere viva l’attività intestinale (pane integrale, verdura cruda, sia radici che insalata e frutta – ma tenendo conto del fatto che molta frutta ha un forte contenuto zuccherino, che va evitato per le molte calorie che fornisce all’organismo). Chi dunque mira seriamente a una riduzione del peso, non può non tener conto di tali regole, ivi compresa l’eliminazione degli abituali spuntini fra i pasti principali. Quando poi alla prossima sauna noteremo sulla bilancia una sia pur minima diminuzione di peso, il nostro proposito ne uscirà confermato: conosciamo dei frequentatori di sauna che nel giro di un anno di bagno hanno perso da 5 a 10 chilogrammi, traendo da una talee cura, rispettosa delle leggi dell’organismo, solo un duraturo giovamento. Ci auguriamo che il loro esempio serva ad altri!

Si può mangiare o bere dopo la sauna ?
Certamente, perché la sauna non è un’operazione ascetica. Non c’è nessuna ragione di vietare un buon bicchiere dopo il bagno o una sostanziosa merenda. Se facciamo parte però di coloro che mostrano già una pancia un po’ troppo pronunciata, allora un po’ di “ascesi” può essere consigliabile: ci si dovrà limitare al termine del bagno a bere un bicchiere di succo di frutta così ricco di vitamine preziose, ma ci asterremo, anche il giorno dopo, dal mangiare oltre il normale.

 

Benessere

La sauna come fonte di salute
Noi parliamo molto della nostra salute, ma facciamo poco per essa: sempre minor movimento, nutrizione poco appropriata, scarso indurimento del nostro corpo (quello che certi medici indiscreti chiamano semplicemente “rammollimento”) ci portano sempre più spesso e sempre più rapidamente a soggiacere vittime di raffreddori, influenze, disturbi circolatori, vertebrali, reumatici, ecc. Per quali ragioni la sauna rappresenta un mezzo preventivo tanto importante contro le moderne malattie da civilizzazione? Come mai è anche un mezzo terapeutico? Per quali motivi il frequentatore regolare della sauna vive più a lungo, ma senza…….invecchiare? Come possiamo spiegarci l’efficacia anche cosmetica della sauna? Il cuore, la circolazione sanguigna con la sua vasta e complessa rete di alimentazione, la pelle con le sue ghiandole, il sistema nervoso vegetativo, il ricambio fisiologico, i muscoli, i reni, il regime liquido dei tessuti reagiscono sensibilmente agli stimoli che vi esercita il bagno in sauna col suo alternarsi di riscaldamento e raffreddamento del corpo. Senza nessun danno collaterale, né alcuna sgradevole sensazione di surriscaldamento (la secchezza dell’aria nella sauna permette una rapida vaporizzazione del sudore con conseguente forte effetto “rinfrescante”) il corpo è portato nella cabina della sauna a un forte riscaldamento: la temperatura interna sale di circa 2° C, mentre quella esterna aumenta fino a circa 10° C oltre il normale (“ipertermia” la chiamano i tecnici). Qualcuno la chiama “febbre terapeutica”, il che ci aiuta a capire per quale ragione il frequentatore abituale della sauna non abbisogna del medico nel periodo di epidemia influenzale. La fase poi di raffreddamento appena usciti dalla cabina, con la doccia-spruzzo Kneipp oppure un’immersione in acqua fredda o doccia normale irrobustisce l’organismo, preparando a superare i pericoli della stagione invernale. Reumatismi e influenza non potranno trovare, così, terreno adatto per il loro sviluppo, perché il sistema di regolazione termica del corpo è stato preparato a resistere ad ogni sforzo. Cuore e circolazione – ecco un altro tema importante fra le moderne vittime da stress manageriale. Nel calore della sauna i piccoli vasi sanguigni della pelle si aprono. Il cuore batte più rapidamente, senza tuttavia subire alcun sovraccarico. I vasi sanguigni così dilatati offrono meno resistenza alla circolazione, mentre i vasi coronarici, che alimentano di sangue il nostro instancabile motore, sono vivacemente stimolati nella loro funzione. Questo naturalmente quando il bagno in sauna è fatto secondo le dovute semplici regole. Sapevate, ad esempio, che la sauna è utile sia a coloro che hanno una pressione sanguigna troppo alta come a quelli che l’hanno troppo bassa? L’azione della sauna, infatti, è essenzialmente “normalizzatrice”. Essa appoggia il naturale sforzo dell’organismo verso la ricostituzione delle sue funzioni naturali sane. Questa è la ragione per cui nei malati di eccessiva pressione si nota dopo la sauna una riduzione della pressione stessa, mentre quelli che soffrono di basse pressioni ne ricavano un benefico senso di stimolazione. In proposito però, si ricordi che coloro che soffrono di alta pressione o di altre malattie cardiache, dovranno evitare nella fase di raffreddamento l’uso del bagno freddo ad immersione. E’ chiara anche l’importanza dell’influsso della sauna sul nostro regime interno liquido: la perdita per sudorazione di un litro e più presenta sicuramente dei vantaggi sotto molti aspetti, l’acqua sottratta per sudorazione al sangue è da questo recuperata dai tessuti, il che contribuisce fra l’altro al mantenimento della linea. Se poi teniamo conto che diverse spiacevoli variazioni della pelle del viso durante la gravidanza di molte donne è da attribuirsi principalmente al depositarsi di acqua nei tessuti (non solo del viso, ma anche dei fianchi), è chiaro perché le donne che praticano la sauna non presentino, anche prossime al parto, nessuna di tali sgradevoli manifestazioni.
Anche lo sport ha scoperto il grande valore della sauna. Era noto da tempo che lo sforzo muscolare lascia delle scorie nell’organismo – la cui presenza spesso si manifesta con il caratteristico dolore muscolare – che ne ostacolano la ripresa: il bagno in sauna è in grado di eliminare rapidamente e nel migliore dei modi tutte queste scorie, favorendo una rapida ripresa di energie. I migliori medici sportivi consigliano l’uso bisettimanale della sauna come uno degli strumenti essenziali dell’allenamento (i finlandesi portarono con sé alle Olimpiadi di Berlino del 1935 un impianto di sauna per i loro atleti).

La sauna fonte di bellezza
Sapete già che la frequenza regolare della sauna favorisce straordinariamente la vostra cura dimagrante? Ma, e le vostre preoccupazioni per la pelle, il suo colore? Nella cabina della sauna la vostra pelle acquista almeno 10° C in più del normale. La forte irrorazione sanguigna e la stimolazione del ricambio ne sono le conseguenze più salutari. Si eliminano, infatti, sostanze minerali e grasse in misura tale che ben si può parlare di una “depurazione” dell’organismo. Con esso anche la pelle si rinnova, si purifica, ringiovanisce.

 

Consigli medici

Vi riassumiamo qui il pensiero. “La sauna effettuata secondo le regole rappresenta un interessante stimolo per l’organismo, che lo spinge a sviluppare le sue capacità di adattamento sia della circolazione del sangue, sia della sudorazione ed eliminazione delle scorie, sia della regolazione nervosa-ormonale di tutti i processi fisiologici. Lo stimolo offerto dalla sauna è tutt’altro che drastico e può essere quindi facilmente sopportato anche dalle persone anziane, in quanto in esso è utilizzato come mezzo l’aria calda – il nostro elemento vitale, al quale il nostro corpo può facilmente adattarsi, essendo costituzionalmente attrezzato.

Poiché tuttavia lo stimolo deve essere sufficientemente forte da provocare un’adeguata reazione in un corpo spesso eccessivamente “rammollito” dalle moderne abitudini di vita, riscaldiamo l’aria fino a notevoli temperature e usiamo inoltre l’aria fredda all’aperto (bagno all’aria aperta dopo la sosta in cabina) come contro-stimolo; quell’aria fredda alla quale noi altrimenti non oseremmo esporci senza essere ben coperti e che in queste circostanze agisce come una benefica eccitazione. Sul carattere assolutamente naturale di tali mezzi non vi può essere, ci pare, alcun dubbio.

La sauna quindi non solo risponde alla nostra esigenza fisiologica di esercitare l’organismo, di rafforzarlo contro tutti i pericoli che ne minacciano la salute, ma risponde anche alla esigenza naturale di aiutare il proprio corpo senza ricorrere a sostanze estranee ad esso che in determinate circostanze portano con sé conseguenze negative”.

Nei confronti di quali malattie possiamo affermare che la sauna esercita un’azione positiva? Nelle disfunzioni muscolari di origine infettivo-tossica, nell’alta pressione sanguigna non cronica, nella bassa pressione, nei disturbi cardiaci di origine nervosa, nei disturbi dell’irrorazione sanguigna dei muscoli cardiaci, negli spasmi coronarici (solo parzialmente: angina pectoris), nel raffreddore, nelle infiammazioni della gola, delle tonsille, nella bronchite, nell’infiammazione delle cavità broncheo-tracheali, nell’influenza e infezioni affini in quanto non siano ancora o non siano più accompagnate da febbre, nei disturbi periferici della circolazione (costante sensazione di freddo, piedi gelati ecc.) nelle malattie dei vasi che non possono essere curate mediante applicazioni termiche locali, nelle vene varicose, nel reumatismo articolare tranne che negli stadi acuti, nella lombaggine, sciatica, infiammazioni nervose, nevralgie, inappetenza, obesità, magrezza eccessiva, disturbi alle vertebre, forme leggere di diabete, infiammazioni delle mucose intestinali, ulcere intestinali, ecc.

 

Bambini

Possono fare la sauna anche i bambini ? E il vecchio nonno? Non è troppo pericoloso per lui? Il dottor Vehno, un medico finlandese, ha studiato gli effetti della sauna su 138 bambini nella prima infanzia. Fra questi 52 erano lattanti che non avevano più di un mese di vita e alcuni solo tre giorni. Nella sua relazione finale egli conferma che, nonostante i più minuziosi controlli della respirazione, dell’attività cardiaca, della circolazione del sangue, ecc…, non si è potuto constatare il minimo sintomo negativo…
Per certi aspetti poi l’efficacia positiva della sauna sui bambini è di immediata constatazione: bambini facilmente soggetti a raffreddori, sofferenti di disturbi del tessuto connettivo, soggetti nervosi e poco resistenti allo sforzo anche scolastico, traggono un evidente miglioramento dall’uso regolare della sauna. Allo stesso modo si può affermare che non v’è nemmeno un limite d’età verso l’alto, a meno che l’età avanzata non sia accompagnata da tale decrepitezza da impedire lo stesso accesso alla sauna.
Gli stabilimenti pubblici esistenti nei paesi di lunga tradizione della sauna, conoscono frequentatori regolari che hanno ormai oltrepassato gli ottanta anni e che traggono dal bagno un benefico effetto tonificante senza alcun disturbo collaterale.

 

Pianificazione

Pianifichiamo la nostra sauna
La cabina è indubbiamente il cuore della sauna, ma non è sufficiente da sola: occorre un locale per il bagno freddo, lo spazio per il bagno d’aria, wc, un locale per il riposo, possibilità di spogliarsi e rivestirsi. La sauna diventa in tal modo il punto centrale “dell’impianto sanitario domestico”. Naturalmente non avremo bisogno per la nostra casa di disporre di tutte quelle attrezzature che occorrono invece per un albergo, un impianto sportivo, uno stabilimento pubblico, né dovremo attenerci strettamente a tutte le norme prescritte per gli impianti aperti al pubblico, relative alla rigida divisione fra i locali per la pulizia e quelli per il bagno, ai rapporti stabiliti fra le superfici destinate allo spogliatoio, alle docce, alla sauna, alla separazione funzionale fra i vari locali destinati alle varie fasi, ecc. Possiamo costringere la nostra disponibilità al minimo essenziale secondo le nostre private abitudini: accanto alla cabina una possibilità di lavarsi con l’acqua calda, di docciarsi con quella fredda e di fare il bagno d’aria all’aperto.

Dove situare la cabina della sauna?
Per chi sta progettando di costruirsi una nuova casa non è questo un grave problema: l’architetto può trovare facilmente il posto adatto, delle giuste dimensioni, dotandolo di doccia e di accesso all’aperto. Noi abbiamo pubblicato un esempio di come si possa progettare una sauna familiare accanto al normale bagno domestico. Più difficile è invece trovare la giusta soluzione in una casa già esistente. E’ una fortuna quando vi si trova una cantina un tempo destinata a lavanderia e oggi occupata solo da un paio di vecchie biciclette e da qualche scatolone. Se manca la cantina, pensiamo un po’ al sottotetto: anch’esso può essere trasformato in una buona sauna!

Lo spogliatoio
Non è assolutamente indispensabile per una sauna privata. Se tuttavia c’è lo spazio sufficiente, non sarà male prevederlo, specialmente se vi è la possibilità che abbiate degli ospiti, per i quali uno spogliatoio con guardaroba diventa necessario. Tuttavia si può rimediare allestendo almeno una possibilità di depositare le mutandine da bagno, gli accappatoi, l’orologio, gli occhiali, ecc…

 

La doccia

Nella sauna privata si può unificare il locale per la pulizia preliminare alla sauna e quello per le docciature fredde intermedie. Il locale non dovrà essere troppo riscaldato, perché in tal caso il nostro corpo non avrà la possibilità di raffreddarsi a sufficienza fra un’entrata e l’altra in cabina. Si ricordi inoltre di non fare installare per la doccia fredda il solito impianto con la doccia in alto sopra la testa.

Questa, infatti, va bagnata per ultima nella fase di raffreddamento appena usciti dalla cabina. E’ preferibile quindi adottare un tipo di doccia a più spruzzi a varia altezza che investano il corpo da tutte le parti, lasciando per ultima la testa. Si dovrà inoltre evitare di abusare della doccia fredda e comunque mai seguire la tentazione di servirsi subito dopo della doccia calda: è bene invece smettere la doccia fredda prima che il corpo si sia troppo raffreddato.

Il tubo flessibile per la docciatura secondo il metodo Kneipp dovrà avere un diametro interno di 3/4″ e sarà usato senza rosetta. Anche lo spruzzo non dove essere troppo energico: a tal fine il rubinetto sarà aperto quanto occorre per ricevere uno zampillo di circa 10 cm dall’apertura del tubo. Lo spruzzo che ne esce va diretto verso il corpo con un’angolazione molto acuta, tenendo il tubo con la mano destra, impugnato come una matita.

Occorre anche una vasca per l’immersione? Disponendo nel locale-doccia di spazio sufficiente, è bene farne montare una di sufficiente capacità. E’ molto divertente, infatti, potersi immergere in acqua fredda appena usciti dalla cabina surriscaldata. In quanto alle misure, la vasca dovrà permettere a una persona di immergersi, stando magari in ginocchio, nell’acqua fino al collo.

 

Il bagno d’aria all’aperto

Gli esperti lo consigliano al termine della sauna. Ma per esso basta anche una semplice bacinella colma di acqua calda e uno sgabello. Certamente più elegante, ma anche più costoso, è l’apposito lavello montato a muro, oppure vari lavelli disposti in modo che un gruppo di persone vi si possa sedere intorno e…..chiacchierare un po’ mentre i piedi si ristorano.

Non c’è vera sauna senza il bagno d’aria all’aperto! E’ infatti necessario, al fine di eliminare dai polmoni l’umidità raffreddare sufficientemente anche gli organi interni della respirazione. Poiché il bagno va preso possibilmente nudi, è opportuno che il luogo dove usciamo all’aperto sia riparato da sguardi indiscreti, proteggendolo, se necessario, con una siepe, una vetrata opaca, una stuoia o altro. Si faccia però attenzione a escludere soltanto gli sguardi indiscreti, non anche l’aria fresca! Per la sauna privata basta spesso un balcone protetto, una terrazza o un angolo del giardino, ma anche la semplice scala che un tempo portava alla cantina-lavanderia ora trasformata in sauna.

 

Sauna collettiva

In edifici plurifamiliari, alberghi, sanatori, aziende industriali, scuole, ostelli della gioventù, impianti sportivi, troviamo sempre più spesso nell’Europa centrale anche impianti collettivi di sauna. La loro progettazione naturalmente obbedisce anche a criteri economici. E’ necessario inoltre che uomini e donne vi possano accedere separatamente. In questi casi il montaggio di due cabine offre i seguenti vantaggi: che se il numero dei frequentatori è scarso basta tenere in esercizio una sola cabina, oppure dividere i frequentatori secondo il sesso, usando le due cabine contemporaneamente. E’ naturale che una sauna collettiva richiede una più rigida osservanza delle norme igieniche rispetto ad una privata. Negli alberghi o negli impianti semipubblici di un’azienda o associazione la disposizione dei locali deve tener conto del vario succedersi delle operazioni di sauna, e cioè: dopo un’ingresso di sufficienti dimensioni, che può servire anche come bar per qualche consumazione, seguono gli spogliatoi, poi il locale con docce calde per la pulizia preliminare, quindi, separato da questo il locale dell’acqua fredda con la cabina di sauna e il wc; da questo locale si deve poter passare direttamente all’aperto. Il locale destinato al riposo va invece separato da tutti gli altri.

Che dimensioni devono avere i locali?
L’associazione per la sauna fornisce i seguenti dati indicativi
Locale Spogliatoio: Uso in minuti 8/10 + 12/15 – Mq/persona 0,8/1,0
Locale Pulizia preliminare: Uso in minuti 8/10 – Mq/persona 0,3/0,5
Locale Sauna: Uso in minuti 24/36 Max – Mq/persona 0,5/0,6
Locale raffreddamento: Uso in minuti 24/30 – Max Mq/persona 1,0/1,3
Zona Bagno d’aria fredda: Uso in minuti 6/12 – Mq/persona 0,5
Locale riposo: Uso in minuti 5/10 – Mq/persona 0,3/0,5

© Copyright - Saune Helo by Eurotrias Srl